Il Fight Team Roma mette a disposizione dei propri allievi un CORSO INTERSTILE DI SPORT
DA COMBATTIMENTO maturato attraverso la continua e costante elaborazione tecnico-tattica di tutte le pratiche
osservate nelle seguenti discipline sportive: Muay Thai, Japanese Kickboxing (K-1 Rules), Submission Wrestling e Mixed Martial Arts (M.M.A).
la Muay Thai sportiva
La MUAY THAI, conosciuta anche come Thai
Boxe o Boxe Tailandese, è uno sport da combattimento che trae origine dall'antica arte marziale del popolo thai.
E' senza dubbio una delle più efficaci
forme di combattimento mai create dall’uomo con tecniche senza
eguali: colpi di pugno, di gomito, di ginocchio, di calcio, lotta
in clinch (corpo a corpo), prese e proiezioni i cui bersagli sono
esclusivamente i punti vitali del corpo anteriore e posteriore dell’avversario.
La Muay Thai è una disciplina completa in tutti
gli aspetti della lotta dove nulla è lasciato al caso o alla fantasia
di interpretazione: non è basata sulla teoria ma sulla realtà.
Le tecniche sono studiate per sopraffare l’avversario nel minor
tempo possibile; ogni tecnica di attacco deve sviluppare la massima
potenza dell’atleta e deve essere eseguita portando l’intera
massa corporea sul bersaglio con l’intento di oltrepassarlo. Sono
quindi esclusi i colpi appoggiati, stampati, a schiaffo, senza l’uso
dell’anca che in sostanza percuotono solo la superficie.
la Japanese Kickboxing (K-1 Rules)
È opinione diffusa che la
Kickboxing sia nata negli USA, in realtà gli americani hanno
rinnovato e lanciato una disciplina le cui origini sono nel paese del sol levante.
Negli anni sessanta infatti i nipponici, dopo aver subito grandi sconfitte
dai thailandesi sui ring di Bangkok nella Muay Thai, decisero di creare una
nuova disciplina: lanciarono un nuovo metodo di combattimento in cui vestiti
come thaiboxer (pantaloncini, torso e piedi nudi) si affrontavano usando tecniche
di pugno da pugilato, calci su tutto il corpo portati con tibia e collo del
piede, ginocchiate (senza però andare in clinch), spazzate di piede,
proiezioni di Judo (vietate nella Thai).
Praticamente i giapponesi modificarono la muay thai thailandese, rendendola
adattabile al popolo giapponese e la chiamarono "Japanese kickboxing".
La kickboxing giapponese tradizionale ebbe però difficoltà ad
espandersi fuori dal paese d'origine, per la sua pratica "violenta sul
ring" tanto che, fino ai giorni nostri, subì numerose modifiche.
Attualmente si pratica e si combatte ancora e solo in Giappone, con regolamento
e divisa differente dalla attuale kickboxing europea. A grandi linee le attuali
tecniche negli incontri di Japan KickBoxing consistono nel pugilato e calci
come nella Thai, con la differenza che non si può andare in clinch; è possibile
però come nella Thai, tirare le ginocchiate senza andare in clinch,
al limite si può afferrare il collo o la spalla con una sola mano e
si possono dare spazzate di piede.
Ad oggi la Jap. Kickboxing è conosciuta sotto il nome di K-1 RULES e viene praticata come disciplina principale di sport da combattimento nelle palestre di tutto il mondo per l’alto grado di spettacolarità che riesce ad offrire, allineando tutti gli atleti in una forma di kickboxing globale. Infatti, l’attuale nome K-1, deriva dal fatto che atleti provenienti dalle discipline nella cui sigla è presente la lettera “K” si confrontano in questo nuovo stile per determinare chi tra loro può essere considerato il miglior combattente (il numero “1”).
Il K-1 non contempla colpi quali gomiti, proiezioni e lavoro a terra, ma solamente colpi di pugno calci e ginocchiate. Inoltre, la possibilità del clinch (fase di lotta corpo a corpo tipicamente thai in cui si afferra l’avversario per portare colpi di ginocchia) è ridotta ad un tempo limitatissimo di tre secondi. Tale limitazione è stata suggerita dall’esigenza di non discriminare o favorire alcuno, oltre a quella di differenziare nettamente questo stile dalla Thai Boxing.
Iniziato come torneo singolo, il K-1 ha riscosso in Giappone un successo mai visto, con montepremi e pubblico (anche 75.000 spettatori per le finali a Tokyo) pari a quelle della boxe mondiale.
Da menzionare tra i pesi massimi i nomi di Ernesto Hoost (MR.Perfect), Peter Aerst, Jerome Le Banner, Mirco Cro Cop, Remy Bonjansky, e per i pesi medi, K-1 Max (al limite dei 70 Kg.), Buakaw Por Pramuk, Masato, Zambinidis, J.Waine Parr, Kraus, Souwer.
la Submission Wrestling
E’ la lotta senza gi (kimono). Si lotta per ottenere la resa dell'avversario attraverso leva o strangolamento, e per i punti (che vengono assegnati per proiezione dell’avversario a terra, conquista e mantenimento di posizioni dominanti).
In piedi si usano le proiezioni della lotta olimpica; a terra il bagaglio tecnico proviene in gran parte dal “brazilian jiujitsu”, con in più alcune leve alle gambe e tecniche di prese derivanti dal “sambo”.
le Mixed Martial Arts (M.M.A.)
L’idea di un combattimento che ammetta sia tecniche percussive che lottatorie è presente in Occidente sin dall'antichità classica: il “pankration” infatti veniva introdotto nelle Olimpiadi già nel 648 a.c.
Le moderne Mixed Martial Arts raccolgono quest'eredità, proponendosi come uno sport di contatto regolamentato che abbina alle tecniche percussive del pugilato e della muay thai, le proiezioni della lotta ed il lavoro a terra di stili come il “brazilian jiujitsu” e il “sambo”. Sono altresì ammessi anche i colpi a terra.
Gli incontri possono dunque concludersi con la classica vittoria ai punti o per ko, ma anche inducendo l'avversario alla resa attraverso tecniche di strangolamento e leve articolari.



